la Marantega
la leggenda del Castello di Sanguinetto

di

Ferdinando Tol-Jari

…Lo so che quanto sto per raccontare vi sembrerà assurdo e inverosimile, io stesso del resto stento ancora a crederci, e ancora oggi ho dei dubbi sulla realtà dei fatti di cui sono stato testimone, pensando che tutto non sia stato altro che un sogno. Ma i sogni tendono a svanire, e anche se alcuni in modo più lento di altri, raramente, se non mai, il loro ricordo resta tanto presente da far credere che invece il tutto sia stato reale, e se dal sogno poi sembra di non essersi mai destati, ancor più difficile diviene non credere nella realtà.

 

 

 

È bene, credo, raccontare dal principio i fatti di cui, forse, nessuno, per la propria incolumità dovrebbe restare all’oscuro. Il mio nome non ha molta importanza, e nemmeno la mia età, sebbene la si possa considerare una di quelle età in cui si è già troppo vecchi per essere considerati giovani, e troppo giovani per essere considerati vecchi, e quindi un età in cui molte sono ancora le esperienze possibili, ma altrettanto i ricordi saggiati. Tra questi ricordi vi è quello di una figura che diveniva nella mia fantasia infantile, una creatura raccapricciante che il nonno soleva usare per spaventarmi quando la mia indole bambinesca diveniva fastidiosa, minacciandomi con l’avvertimento che la Marantega, essere che viveva tra le acque del fiume Tregnon, sarebbe venuta a prendermi se non fossi stato buono. Tale essere, che io immaginavo dall’aspetto spiritato, diveniva ovviamente protagonista dei miei sogni, ma tuttavia, forse per il rimedio che mio padre cercava di mettere nelle intimidazioni del nonno, raccontandomi che Marantega era invece una fata, questa figura mitologica se da un lato aveva la capacità di spaventarmi, allo stesso tempo riusciva anche ad affascinarmi, consegnandomi nel sonno a quel mondo dei sogni dove l’essere protagonista del racconto giungeva tal volta in veste bonaria, altre in veste di demone. Mai avrei pensato che in un futuro in cui da tempo avevo scordato quei vecchi racconti e i sogni relativi, mi sarei imbattuto ancora nel mitologico personaggio, come se in realtà la sua esistenza non fosse ridotta al mondo delle fiabe...

   

Il 13 Marzo 2010, gli attori della compagnia dell’Arca Valerio Buffacchi e Giulia Guandalini, supportati dalle danze coreografate ed eseguite da Melania Bonfante e dalle esecuzioni musicali di Andrea Tarantino al pianoforte e Barbara Menini soprano, il tutto curato e coordinato da Claudia DeFanti, al teatro Zinetti nel castello di Sanguinetto, hanno portato in scena la prima rappresentazione di “Marantega”, in una serata dai risvolti suggestivi e affascinanti.
Vederla rappresentata è stata un emozione intensa, e per questo mi sento di ringraziare tutti coloro che hanno contribuito e lavorato con entusiasmo per la buona riuscita dell’evento.