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La
Marantega
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La
Marantega
“È l’inverno,
quando tutto sembra addormentato,
che i sogni si manifestano nella più grande intensità.”
Così Ferdinando scrive in uno dei suoi testi che nel suo
definirsi “non artista” non chiama poesie ma semplicemente
“pensieri suggeriti”.
Forse perché nato in una giornata invernale nella campagna
coperta di neve, tende a vedere nell’inverno un fascino particolare,
e forse proprio per questa particolare caratteristica dell’essere
l’inverno natura addormentata, il suo sembra un mondo di sogno.
Definito “il Principe dei mondi sognati”, nella sua
opera creativa traspare quel desiderio di un mondo generato proprio
dai sogni. Ferdinando è scrittore, ma nel rispetto del suo
definirsi “non artista” non lo chiameremo poeta, e nemmeno
romanziere, anche se tra le sue opere annovera pure diversi racconti
dai contenuti intriganti, sospesi tra sogno e realtà. E non
le definiremo nemmeno pittore, benché sia proprio in questa
arte che si manifesta maggiormente quell’interpretazione onirica
che lui stesso tende a definire “il luogo dove vanno a finire
i pensieri”. Ferdinando non si sente artista, ma se a lui
è concesso di pensarsi ordinario, a noi è permesso
di osservarlo sotto un aspetto diverso e di poter scorgere i suoi
elaborati nella forma di romanzi, i suoi pensieri nella forma di
poesia, i suoi dipinti nella forma dell’arte…
Antonella Buratto
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Perchè
le cronache di Parrol
Da molto tempo avevo il desiderio di dedicarmi
alla realizzazione di un romanzo Fantasy, creare qualcosa però
che, pur ispirato dalla gia folta letteratura Fantasy, avesse un qualche
elemento di innovativo. documentandomi tuttavia nel settore, ho realizzato
ben presto che sarebbe stato difficile creare qualcosa di diverso
e innovativo. Seppure, infatti, il mondo della letteratura Fantasy
sia vasto, come gia detto, sembra che tutti questi racconti abbiano
una matrice comune e siano legati da simbiosi costanti. È ovvio
che non posso averlo esplorato interamente e forse mi sbaglio, tuttavia,
la letteratura Fantasy è dominata da un positivo aggancio con
la mitologia, in particolare con quella nordica. La mitologia è
una fonte eccellente alla quale attingere, e io stesso mi sono reso
conto che diviene quasi impossibile evitare quest’aggancio.
Tuttavia, restava in me il desiderio di creare qualcosa di nuovo e,
allo stesso tempo, che non fosse troppo impegnativo. Volevo inoltre
mantenere un contatto con il mondo reale e il mondo che volevo inventare.
Decisi così che non potevo evitare la mitologia, e neppure
le analogie con la più nota letteratura Fantasy e, dimenticando
quindi questi vincoli, cominciai a scrivere senza pormi il problema
di dover rispettare o ignorare qualunque regola, lasciando che il
racconto si formasse semplicemente pensando di abbandonarmi alla creatività.
Dopo aver scritto quindi racconti come “Dolan
Her”, “Valler” e “Saula Avior”, più
impegnativi e, seppur di tipo esoterico, più attinenti alla
realtà, mi dedicai al genere Fantasy scrivendo del mondo fittizio
di “Itcart”. Ciò che ne risultò non mi dispiacque,
tuttavia tale lavoro restò fermo alla singola prima stesura
per tre anni. Ora, questo lavoro sembra voler reclamare il suo tributo.
In questi giorni mi sono dedicato quindi al principio di una revisione
e, dubitando di poterlo vedere un giorno pubblicato, ho deciso di
inserirlo come testo di narrativa all’interno di questo sito.
Tuttavia, essendo ancora un lavoro incompleto, verrà inserito
a episodi, a mano a mano che la revisione sarà ultimata, restando
inoltre a rischio di possibili variazioni. Non so ancora che tipo
di lavoro ne conseguirà, ma auguro a tutti quelli che vorranno
provare a leggerlo, buon divertimento.
(N.d.A) Ferdinando, 04 02 2008 |