SIMBOLOGIA

   
 
Che cos’è il Simbolo?
Definire con esattezza che cosa sia il simbolo è probabilmente un atto di arroganza, in particolar modo per chi, come me, può definirsi simbolista solo a livello di studio personale, tra l’altro autodidatta e quindi non certo esperto del genere.
Tuttavia, la cosa più importante che ho imparato in questa tecnica di studio è che alla fine ogni cosa va ricondotta proprio sul piano personale e, al di là della tradizione, della storia e delle importanti teorie e tesi dei veri studiosi che di questo argomento hanno fatto una materia, fornendoci le più ampie, complete e approfondite conoscenze di questo infinito mondo, ciò su cui ci si deve concentrare è l’interpretazione personale attraverso l’intuito, affinché il simbolo diventi ciò che serve a noi stessi nel contesto del nostro cammino evolutivo, qualunque sia la direzione del nostro viaggio.
Perché credo che sia così? È semplice. Lo studio del Simbolo parte, tradizionalmente, dalla comprensione del termine Simbolo e, genericamente, questo ci conduce a ciò che il Simbolo rappresentava nell’antica Grecia, ossia l’usanza di spezzare una moneta, o un qualsiasi altro oggetto, le cui parti erano custodite da due diversi individui, dando la possibilità ai discendenti dei custodi di riconoscersi come tali. Simbolo quindi significa: “La parte spezzata”. Un elemento che non è separato, ma che contiene in sé il potere di “identificare”. Ma identificare che cosa?
Vediamo di comprendere meglio. Nella sua evoluzione la funzione simbolica non è rimasta limitata a condizioni singole o particolari, ma si è evoluta ad un livello universale che comprende tutto il campo del pensiero umano. Così il senso completo di un simbolo costituisce la chiave per accedere ad una sfera di comprensione più grande ed evoluta. Il simbolo rende più intelligibili determinate realtà, affermandosi come parte dell’unità che rappresenta. È un valore, un emblema che ci porta ad essere riconosciuti e a riconoscerci come parte di un tutt’uno, ed è potente perché, pur essendo da noi percepito come forma, esso in realtà è “una forza che ha acquisito una forma”.
Tutto ciò che ci circonda in forma fisica quindi è simbolo di un qualcosa che rappresenta quella “parte spezzata” da riconoscere, in modo tale che ogni cosa può essere compresa come una parola o una singola lettera da leggere nel libro della natura che, come un grande romanziere, ci conduce attraverso il mistero dell’intrigante ed affascinante indagine dell’infinito enigma.
Ma se tutto in natura è simbolo, e noi stessi siamo parte di questa natura, allora, noi stessi siamo simboli? E se è così, che cosa rappresentiamo? Il simbolo, come abbiamo visto, ha il potere di rivelare ciò che è nascosto, o spezzato. Noi stessi quindi, a livello singolo, siamo la parte spezzata di un qualcosa che non conosciamo, ed ecco perché tutto ciò che ci circonda, al di là delle interpretazioni tradizionali, deve essere compreso a livello intuitivo e personale, per capire qual è quella parte spezzata che noi rappresentiamo e con la quale dobbiamo unirci. Dopodichè, il nostro viaggio, probabilmente, proseguirà con altri simboli e altre destinazioni.

 
     
  In questo documento verranno approfonditi alcuni argomenti di tipo simbolico e mitologico trattati nelle altre sezioni. Tuttavia, poiché gli argomenti sono molteplici e piuttosto impegnativi, il documento in questione sarà aggiornato e rivisto in tempi che si possono definire continui. Per tale ragione si può definire questo documento in continua evoluzione, inoltre, proprio perchè in linea con l'introduzione, i vari simboli saranno presentati secondo l'interpretazione storica e tradizionale, ma non sarà escluso un commento e un interpretazione personale. Senza alcuna pretesa, ovviamente, tale interpretazione resterà solo ed esclusivamente personale e non avrà nessuna pretesa di aggiungere o cambiare ciò che ognuno definisce e contempla nel simbolo e nella simbologia. Nella speranza di non recare offesa alcuna a chiunque, vi ringrazio per la vostra visita.
ferdinando
 
     
 

*Importante: Gli argomenti trattati sono divisi per categorie, tuttavia per far comprendere meglio la complessità dell'argomento, la parte che va dal punto al quadrato ripoprtata qui sotto, sarà trattata come una sorta di traccia allo scopo di far comprendere come ogni cosa sia indissolubilmente collegata.

Cerchio
Quadrato
Punto
Ruota
Sole

Il punto
Si può dire che tutto inizia con un punto. Sul punto quindi non vi è molto da aggiungere sennonché esso rappresenta il principio. Una raffigurazione esemplare di questo concetto consiste nel cerchio formato da un sasso gettato nell’Acqua. Le forme circolari che si moltiplicano, partono da un punto centrale manifestando così la grandiosità e la potenza di quel singolo punto, da cui si dirama l’espressione dell’espansione dell’intero universo. Il punto è quindi la sostanza generatrice da cui tutto inizia, e poiché il punto c’introduce all’indagine dei simboli geometrici, e poiché tale punto ci ha condotti al cerchio, vediamo di comprendere attraverso l’evoluzione di questo principio, che cosa sia il cerchio.
Il cerchio
Il cerchio è la forma più importante della simbologia geometrica nella qual forma è riprodotta anche l’immagine del sole e della Luna. Secondo la filosofia neoplatonica il cerchio è la forma più perfetta, e nei sistemi mistici, si fa allusione a Dio come cerchio dal centro
onnipresente.
Il cerchio non ha inizio né fine, né direzione né orientamento cosicché la volta del cielo è rappresentato come cupola sferica, per questo motivo il cerchio diviene simbolo del cielo e di tutto ciò che è spirituale.
Con l’aggiunta dei raggi diventa Ruota, esprimendo così la dinamicità e il movimento e la conseguente relazione con l’eternità, rappresentata in Egitto da una corda chiusa ad Anello e nel mondo classico dal serpente che si morde la coda, detto Uroboro.
L’astronomia tradizionale e l’astrologia, usano il cerchio con un punto al centro per simboleggiare il Sole, mentre nell’alchimia diventa simbolo del suo metallo analogo, l’Oro.
Nelle dottrine magiche ha funzione di difesa dagli spiriti maligni, dove, tracciato intorno al mago nelle cerimonie non può essere superato.
Simbolo opposto al cerchio è il Quadrato che, in contrasto ad esso, indica il mondo terreno e ciò che è materiale. Il cerchio rappresenta Dio e il cielo, il Quadrato la terra e l’uomo, cosi, il compito proverbiale della quadratura del cerchio, cioè di trasformare il cerchio in un Quadrato della stessa superficie, sintetizza gli sforzi dell’uomo per mutare la sua sostanza in quella delle divinità.
Nel Buddhismo Zen il cerchio significa illuminazione, perfezione dell’uomo in sintonia con il principio originario.
Dopo questa apparente semplicità, in cui si citano alcuni collegamenti col cerchio, il simbolo del cerchio si complica con la sua unione col Punto, da cui siamo partiti vedendo l’esempio del sasso gettato nell’Acqua, da cui hanno origine i conseguenti cerchi concentrici. Da qui è obbligatorio cercare di penetrare all’interno di questo simbolo che, come abbiamo visto, è anche rappresentante del Sole.
Il cerchio e il punto
In questo segno grafico, il Cerchio rappresenta l’universo e il Punto l’essere supremo che lo sostiene e lo anima. Il Punto, cioè il centro, si trova a uguale distanza da tutti i punti periferici, e tale condizione rappresenta il perfetto equilibrio.
Se si trasferisce il simbolo, dalla forma geometrica alla forma numerale, questo simbolo diviene il numero Dieci, dove lo Zero
è il cerchio e l’Uno il punto centrale. Entrando in profondità a questo segno si può vedere come il Punto sia la proiezione di una linea verticale su un piano orizzontale, dove tale asta diviene simbolo del principio Maschile e dove, per associazione, il Cerchio diventa principio Femminile. Il contesto del Maschile e del Femminile è un punto fondamentale nel mondo dei simboli, nella rappresentazione numerica, infatti, possiamo vedere come quando l’Uno e lo Zero si uniscono, si ottiene la pienezza, vale a dire il numero Dieci.
Il Maschile viene inteso come la parte attiva, il Femminile come passiva, l’Uno è lo spirito, lo Zero la materia che, nelle braccia della Croce divengono l’Uno il braccio verticale e lo Zero quello orizzontale, a loro volta, rispettivamente: emanazione e manifestazione. Questo discorso piuttosto complesso, sta ad indicare che ogni qual volta si parla di Maschile e di Femminile, si intende rispettivamente spirito e materia, e le braccia della Croce tornano in pratica a manifestare la caduta del sasso nell’Acqua. L’emanazione che giunge dall’alto (Uno -verticale –Maschile –spirito –sasso) anima la materia informe (Zero- orizzontale –Femminile –Acqua), cosicché, relativamente al simbolismo del cerchio e del punto, l’Acqua diventa simbolo dell’universo informe che non vive senza l’emanazione dello spirito. Il cerchio e il punto quindi, è sostanzialmente il simbolo dell’universo elaborato, animato e organizzato.
Sole
Come abbiamo visto, il cerchio col punto al centro, è il segno con cui viene simboleggiato il sole, il che è abbastanza ovvio per noi che, osservato dal nostro contesto, possiamo idealizzare il Sole come punto centrale dell’universo. Il Sole è indubbiamente l’elemento più importante dell’esistenza, per quanto ci riguarda, tuttavia, anche tale elemento, da solo diverrebbe distruttivo. La sua azione sulla terra è benefica finché egli lavora associato alla Luna, che regola la rotazione terrestre e conseguentemente i cicli stagionali, le maree e, soprattutto, la stabilità dell’asse terrestre stesso. Sole e Luna quindi devono essere uniti per permettere la realizzazione della vita sulla terra, dove si manifesta l’azione della loro unione, che esprime così il concetto di trinità.
Essendo il Sole, come astro del giorno, il più importante dei fenomeni celesti, sono moltissime le religione che vi associano l’idea della divinità che abita nel cielo, tuttavia la sua importanza non va attribuita alla potenza, bensì alla condizione di fonte di luce. Il Sole è, infatti, la fonte di luce più grande da noi conosciuta e quindi, in contrasto col concetto di tenebre alle quali viene associato tutto ciò che è negativo, il sole diventa fonte di positività. Ma nelle aree minacciate dalla siccità, al Sole e al suo calore possono essere attribuiti caratteri ambivalenti e addirittura negativi. Nelle antiche culture poi, si credeva che esso avesse bisogno di essere rinvigorito col sangue dei sacrifici umani, quando la sua luce sembrava, nel periodo invernale, venire sovrastata dalle tenebre.
Sul piano grafico, tra i segni fondamentali usati come simbolo del Sole troviamo, oltre al già citato cerchio col punto al centro, anche la Ruota suddivisa da una croce assiale, dove tale croce, con l’aggiunta di braccia alle estremità, che fungono da indicatori direzionali, diviene croce uncinata, o svastica. Entrambi questi simboli sono la rappresentazione della centralità del Sole, dove la croce diviene indicatore dei punti cardinali e della suddivisione dei periodi, ma dove, comunque, resta nel cerchio col punto la rappresentazione più particolare. Abbiamo visto che questo segno grafico è usato soprattutto in astrologia, per indicare il Sole, il quale regola, secondo il suo apparente movimento, la ciclicità dei segni zodiacale che, a rotazione, percorrono uno dopo l’altro il loro ciclo circolare con punto di riferimento il sole. Ecco quindi che il Sole diviene, così come lo sono tutte le Stelle, un solido punto di riferimento. Tuttavia, per noi, tale punto di riferimento prende concezioni divine per il fatto che, diversamente dalle altre stelle che si possono osservare di notte, il Sole non può essere osservato direttamente, così come la divinità suprema non può essere osservata da un occhio limitato. Per tale ragione però, il Sole diviene solo il simbolo della divinità, e non la divinità stessa, qui, infatti, possiamo trovare un altro aspetto negativo del Sole come elemento fisico,che, oltre ad essere oggetto di aridità, può essere anche oggetto di cecità.
L’astrologia attribuisce al sole il segno del Leone, tuttavia esiste una sola creatura in grado di affrontare il Sole senza subire danni alla vista, ed è l’Aquila. In questo contesto, vedremo come l’Aquila non sia però un animale solare ma piuttosto un animale guida.
Per concludere questo breve spazio dedicato alla simbologia del Sole, va ricordato che negli arcani maggiori dei tarocchi, al sole è dedicata un intera lama, la numero diciannove, che può essere approfondita nella sezione dedicata proprio ai tarocchi.

Ruota
Analizzando il simbolo del Sole, abbiamo incontrato la ruota, altro simbolo dalle multi funzionalità e dai molti concetti e riferimenti. La ruota indica principalmente il concetto del movimento circolare, da cui si potrebbe facilmente rimandare all’anello, ma la ruota si avvale, oltre che del cerchio, anche dei raggi che la contraddistinguono, e sono proprio questi a conferirle aspetti che vanno a completare e a perfezionare il concetto del cerchio. Infatti, mentre il cerchio ha un effetto visivo statico, i raggi gli conferiscono il valore simbolico del movimento rotatorio, dove il concetto primario è quello ciclico, che può essere incontrato per esempio, nella quadripartizione dei raggi a croce in cui si può vedere la rappresentazione del ciclo annuale delle stagioni ed i rispettivi punti cardinali, oppure le fasi lunari. Essendo questo simbolo legato alla ciclicità terrestre, la ruota con la croce al centro diventa anche simbolo del pianeta terra stesso, tuttavia, la ruota raggiata, appunto per il suo dinamismo rotatorio, resta principalmente un simbolo solare.
In tale rappresentazione, infatti, a questo punto la ruota ricorda l’apparente moto rotatorio del Sole nel cielo, dove il numero dei raggi può rappresentare particolari condizioni, dodici per esempio possono essere riferiti all’universo astrologico e indicare le dodici case astrologiche. A sei raggi la ruota si collega, oltre che alla particolarità del numero Sei, in modo specifico alla simbologia floreale, dove, vengono considerati fiori come il Loto, il Giglio o la rosa che seppure con un numero maggiore di petali, rappresentano con il loro sbocciare intorno ad un centro una forma del divenire, sotto questo aspetto la ruota diviene simbolo della centralità, il che riconduce nuovamente al Cerchio con punto centrale. Non a caso nelle lame dei tarocchi la ruota è contraddistinta dal numero Dieci, dove, tale ruota prende anche un'altra connotazione, vale a dire, quella del timone, con riferimento a questo punto di chi guida prendendo il comando del timone stesso.

Quadrato
Partendo dalla semplicità del punto, abbiamo visto come il mondo dei simboli possa facilmente divenire universale. Restando in un contesto limitato, il punto ci ha condotto già da solo ad analizzare le sfere del mondo simbolico degli animali, della divinazione, dei numeri, dei fiori e degli astri. Se dovessimo andare avanti seguendo le indicazioni che incontriamo in ogni singolo simbolo, ci perderemmo nell’infinità del grande mistero universale. Con il quadrato quindi, cerchiamo di tornare in una dimensione limitata e, per quanto ci sarà possibile, tenteremo di analizzare nello specifico la singola simbologia. Tuttavia, sarà inevitabile incontrare altri riferimenti, ai quali rimanderemo nello specifico loro, cercando di non lasciarci implicare da altri coinvolgimenti.
Nel quadrato, simbolo geometrico che esprime l’orientamento dell’uomo nello spazio, è fondamentale il desiderio di orizzontarsi in un mondo che appare caotico. Contrapposto al cerchio che rappresenta la perfezione e di riflesso il divino, il quadrato è essenzialmente un simbolo dell’uomo, e i suoi lati diventano segni direzionali di coordinate e orientamenti. I lati del quadrato possono rappresentare le direzioni dei punti cardinali per quanto riguarda lo spazio del movimento terreno, oppure le fasi equinoziali o solstiziali e quindi le stagioni, e indicare il movimento spaziale, ma diventano essenzialmente la rappresentazione dei quattro elementi che sono a loro volta la rappresentazione del corpo fisico. Si può dire quindi che, per analogia, il quattro sia il primo numero che rappresenta l’essere umano nel mondo.
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INDICE SIMBOLI
 

Numeri
Colori
Animali
Tarocchi
Mitologici
tradizionali
 

Dioniso

 

Acqua e sue Creature

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…O voi che avete gi intelletti sani