PIER ANTONIO TRATTENERO
(critico d'arte)

 

 

GIORDANO PADOVANI
(gionalista)

 

"Gli orizzonti segreti "di Simonetta Tollini

"I mondi sognati" di Ferdinando Toajari

 

 



"Coniugi sulla tela"

     
     

"Gli orizzonti segreti" di Simonetta Tollini


L'arte ha orizzonti infiniti, la pittura ha forse detto molto più di quanto si possa credere, ma ogniqualvolta si incontra un'artista si può scoprire che, forse tra le righe, emerge una novità. Questo si può dire della pittura di Simonetta Tollini ha saputo approdare a una personale figurazione, essenziale e intimamente profonda.
Le sue tele sono intrise di poesia, una poesia che si avvale, a volte, di pochi cromatismi, ridotti all'indispensabile, ma che esprimono con convinzione soggetti ai quali è affidato un delicato lirismo. In qualche occasione ha invece bisogno di affidarsi alla forza e alla varietà dei toni per raccontare i suoi mondi interiori, proiezioni oniriche che salgono da meandri segreti dell'inconscio.
Rimane comunque la dolcezza, caratteristica personale anche della pittrice, la qualità delle sue opere. E' un incontro con la propria area segreta, un riconoscere un microcosmo interiore che sperimenta la diversità con il mondo reale e trova in quella dimensione il respiro profondo dell'anima. Simonetta lo dimostra soprattutto quando sceglie di usare le terre, che impasta con acqua e colla, quelle affascinanti opacità rendono paradossalmente più leggero il suo raccontare.
Si dispiega allora quel fare dell'artista che dona all'opera un contenuto originale attraverso il quale si compie la dialettica creatore-opera, portando in sé la forza estetica che ne determina la validità.
Il gesto pittorico di Simonetta è disteso, immerso nella sacralità della creazione come gesto fondamentale per la conciliazione con se stessi. E i mondi affiorano, si stanziano sulle sue tele con immediatezza e con semplicità. Perché è anche questo un suo segreto, la semplicità con cui percepisce le cose e le restituisce all'osservatore.
Non ha bisogno d'altro Simonetta se non dell'intimo rapporto tra il suo dipingere e il suo essere donna, coerente con la sua personalità che esprime i suoi valori con la tipica umiltà di chi non presume, ma si abbandona docilmente al suo modo di interpretare la pittura. E questo le renderà sicuramente merito.

 

Critico d'arte Pier Antonio Trattenero

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"I mondi sognati" di Ferdinando Toajari

La dimensione esistenziale di Ferdinando non si ferma alla percezione del reale; sedotto dal sogno, dalle alchimie dell'esoterismo, dalla numerologia, dalla fantasia, deve necessariamente affidare a una pittura cromaticamente e figurativamente ricca, l'elaborazione del suo pensiero. Sono trasfigurazioni di mondi pensati dal bisogno di completare una realtà con il dispiegarsi delle emozioni, forse mondi virtuali, che cercano in valori universali come il bene, l'amicizia, l'amore per ciò che è stato creato, la loro ragione di esistere.
Ricche di elaborazioni concettuali, le opere di Ferdinando, si interrogano sul mistero dell'esistenza e rappresentano il bisogno di accedere a una spiritualità legata a un concetto personale della trascendenza. Richiamano con simboli geometrici, riferimenti astronomici, archetipi umani gli elementi che concorrono a formare la sua personale idea di arte come manifestazione e come intuizione dell'essere.
L'apporto cromatico è necessariamente importante poiché deve sostenere con forza ciò che proviene dalla fantasia, deve rivelarsi senza esitazioni, con chiarezza.
Attento alla figura, che appare sempre elegante, Ferdinando a volte sovrabbonda, ma ciò gli necessario per non tralasciare nulla di questi suoi viaggi segreti, un diario che deve essere esauriente, un diario che al posto delle parole racconta con le sue pagine colorate.
Dopo un'esperienza didattica presso la scuola di pittura "Appio Spagnolo" di Cerea, diretta da Adriana Pesente, Toajari ha sciolto il suo gesto nella dirczione di una pittura, che in qualche modo, potrebbe dichiararsi "simbologica". Nulla è casuale, ogni soggetto ha un preciso riferimento con una mitologia condivisa istintivamente in cui la presenza della dea madre, della piramidi, dei pianeti, ribadisce l'attenzione dell'artista per questi concetti che da sempre affascinano l'umanità. In alcune sue opere il gesto pittorico lascia posto al segno puramente grafico, è il disvelarsi di un'arte fatta di segni che si alternano ad accenni di figure, arabeschi liberamente intrecciati che portano l'osservatore a immergersi in quella trama, in quel labirinto dal quale l'occhio fatica a uscire, catturato dalla magie di una "tessitura" intricata e descrittiva.
Ecco il luogo dove "vanno a vivere i pensieri" , nelle tele, nei disegni di Ferdinando, dove questi stessi pensieri si spogliano della dimensione mortale e rivestono di una sorta di sacralità, che per lui, diventa manifestazione viva dell'essere con quella sollecitudine per l'essere nel mondo che tanto era cara a Martin Heidegger.


Critico d'arte Pier Antonio Trattenero

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CONIUGI SULLA TELA

Ad innaugurare la stagione espositiva di Bovolone, presso "Corte Salvi",sarà una coppia di pittori: Ferdinando e Simonetta di Casaleone. Sono sempre più le persone che si dedicano a scrittura, musica e pittura, per restare nell'ambito della tradizione. Ferdinando e Simonetta Tol-Jari marito e moglie, lui originario di Salizzole, 38 anni, lei, di Casaleone, 36, confessano di dipingere nel tempo libero e di ispirarsi all’istinto con vaghi orientamenti verso i grandi maestri del passato come Salvador Dalì, o Van Gogh. I quadri di Ferdinando Toajari, tutti di dimensioni ragguardevoli, ci portano in un mondo fantastico ricco di riferimenti simbolici e letterari. Quelli di Simonetta Tollini, invece, mettono al centro il corpo umano, con attenzione rivolta anche all'aspetto materico dei mezzi usati. La mostra avrà inizio il 31 maggio fino al 9 aprile per saperne di più, anche sulle loro opere, cliccare www.tol-jari.net.

Giordano Padovani

 

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